Con l’arrivo su Netflix di iHostage, il pubblico internazionale scopre una vicenda che ha realmente sconvolto l’Olanda nel febbraio 2022: la presa di ostaggi avvenuta all’interno dell’Apple Store di Amsterdam. Diretto da Bobby Boermans e scritto da Simon de Waal, il film sceglie di affrontare l’evento con uno stile sobrio e realistico, senza eccessi spettacolari, ricostruendo con precisione il clima di tensione che ha caratterizzato quelle ore drammatiche.
La trama
La vicenda si sviluppa attraverso tre punti di vista: quello del sequestratore, degli ostaggi e delle forze dell’ordine. Al centro, un uomo armato che pretende 200 milioni di euro in criptovaluta e la disperata lotta per la sopravvivenza di chi si trova intrappolato nel negozio. Tra loro spicca Ilian Petrov (Admir Šehović), coinvolto suo malgrado mentre si trovava lì per un acquisto banale.
Questa struttura narrativa, che alterna prospettive e dinamiche psicologiche, permette di restituire l’angoscia di uno stallo che si è protratto per oltre cinque ore, senza mai perdere di vista il senso di realtà.
Punti di forza
Realismo e fedeltà ai fatti: il film rievoca con grande accuratezza le fasi principali dell’evento, compreso l’epilogo, che segue da vicino la cronaca.
Tensione costante: l’atmosfera claustrofobica è costruita con efficacia e mantiene alta l’attenzione dello spettatore.
Interpretazioni solide: in particolare la prova di Loes Haverkort, nei panni della negoziatrice Lynn, capace di trasmettere calma e fermezza senza perdere in umanità.
Limiti
Caratterizzazione dei personaggi: nonostante la buona interpretazione degli attori, alcuni ruoli restano tratteggiati in maniera superficiale.
Scarsa originalità stilistica: la regia, pur corretta, non osa, risultando a tratti “scolastica”.
Crescita narrativa contenuta: la tensione resta alta, ma manca un climax davvero memorabile che dia alla vicenda un impatto emotivo più forte.
Conclusioni
iHostage è un thriller che convince per il suo approccio realistico e la sua fedeltà ai fatti di cronaca. Non è un film rivoluzionario né particolarmente innovativo dal punto di vista registico, ma riesce a raccontare una storia vera con sobrietà, precisione e senso della tensione.
Un’opera che si colloca nella fascia medio-alta del genere: consigliata a chi cerca un racconto credibile e teso, meno a chi attende grandi colpi di scena o soluzioni spettacolari.
Voto: 6,5/10
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