La leggenda delle corse automobilistiche Sonny Hayes viene convinto a uscire dal ritiro per guidare un team di Formula 1 in difficoltà e fare da mentore a un giovane pilota promettente, mentre insegue...
Il Film
La leggenda delle corse automobilistiche Sonny Hayes viene convinto a uscire dal ritiro per guidare un team di Formula 1 in difficoltà e fare da mentore a un giovane pilota promettente, mentre insegue un'altra possibilità di gloria.
In tale quadro, non può mancare un plauso rivolto al dipartimento musicale, il quale ha accompagnato magistralmente momenti di intensa tensione drammaturgica, così come quelli dedicati alla competizione vera e propria.
Da segnalare inoltre l’accurata selezione dei brani presenti lungo tutta la durata del film, coadiuvati da una soundtrack originale firmata dal premio Oscar Hans Zimmer. “F1: Il Film” si contraddistingue altresì per l’approfondita caratterizzazione psicologica dei suoi numerosi personaggi, andando a svestirne progressivamente quei veli di incrollabile professionalità tipicamente associati al settore.
Questa sorta di introspezione collettiva permette allo spettatore di instaurare un legame empatico con figure altrimenti destinate a rimanere impersonali, restituendo vita e pathos a situazioni limite e decisioni cruciali.
Ciò emerge evidente nelle vicende personali di Sonny, che tenta disperatamente di scrollarsi di dosso un passato ingombrante, fatto di troppi compromessi e tradimenti.
A ciò si somma l’indiscussa capacità del regista nel fondere armoniosamente scene concitate ed esaltanti, quali duelli mozza fiato sugli asfalti cittadini o desertici, a intense pause introspettive atte a far maturare sia il rapporto tra Sonny e Joshua, sia l’evoluzione individuale dei medesimi.
Quest’alternanza bilanciata consente di assistere a un crescendo continuo di emozioni contrastanti, dal dolore alla felicità, dal fallimento al successo, fino a culminare nella memorabile resa dei conti conclusiva, nella quale tutti i nodi verranno finalmente al pettine.
Nonostante il fil rouge conduttore della trama graviti inevitabilmente attorno alle discipline sportive praticate dai protagonisti, la componente agonistica assume un ruolo marginale, fungendo piuttosto da specchio per riflettere le reciproche ambizioni e aspirazioni.
Diventa così chiaro come l’autentico focus narrativo sia collocato altrove, vale a dire in quella zona grigia popolata da sentimenti ancestrali, desideri inappagati, ferite ancora aperte, aspettative frustrate, sogni irrealizzabili e tanto altro ancora.
Ed è proprio questo microcosmo interiore, così tangibile da divenire quasi palpabile, a renderlo degno di nota nel maremagnum del cinema contemporaneo, consegnandogli un posto di primo piano nell’empireo delle produzioni made in Hollywood.
In definitiva, “F1: Il Film” dimostra come, partendo da basi apparentemente consolidate – ovvero il classico racconto sportivo –, sia possibile addentrarsi con profitto in territori inediti, sovvertendo schemi prefissati e solleticando curiosità latenti, tramutatasi poi in genuino interesse per una materia poco battuta dai canoni hollywoodiani.
Esemplare sotto molti punti di vista, incluso quello squisitamente tecnico, lascia trasparire, attraverso dialoghi brillanti e immagini suggestive, l’umanità celata dietro le maschere dei nostri moderni gladiatori metallici.
Una lezione di umiltà e onestà intellettuale che dovrebbe ispirarci quotidianamente, invitandoci a guardare sempre oltre l’apparenza, a prescindere dalla disciplina cui decidiamo di dare forma.
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