Una sorta di Bourne senza fronzoli né glorie internazionali, imprigionato nelle mura anguste di un condominio respingente eppure terreno fertile per quel senso di alienazione che contraddistingue il nostro tempo. ### Narrativa e Regia: Lode al regista Ilya Naishuller, russo naturalizzato statunitense, che con mano ferma dirige il tutto verso un climax finale degno di nota. La narrazione procede spedita, quasi adagiandosi su binari ben definiti fino a sfociare in un turbine di pathos e tensione palpabile.
Meritevoli di menzione alcune sequenze oniriche - forse troppe pochissime - che permettono allo spettatore di affacciarsi sull'animo dilaniato di Hutch, incapace di conciliare il presente con un passato mai sopito.
Peccato solo per una conclusione frettolosa, che poteva concedersi maggiore enfasi e coerenza interna. ### Interpretazioni e Cast: Bob Odenkirk offre una prova sontuosa, alternando momenti di quiete apparentemente innocua a scene action mozzafiato, dove dimostra non soltanto padronanza fisica ma anche maturità artistica.
Accanto a lui, Connie Nielsen (Becca) dona solidità e carattere a un personaggio femminile dai molti volti, mentre Christopher Lloyd (l'anziano padre di Hutch) ruba letteralmente la scena grazie a una performance toccante e sorprendentemente intensa. ### Aspetti Tecnici: Impossibile ignorare la cura certosina riversata negli aspetti tecnici.
Fotografia e montaggio lavorano in simbiosi per restituire immagini nitide e dinamiche, supportate da una soundtrack azzeccata che spazia dagli echi new wave ai toni cupi propri dello score hitchcockiano.
Gli effetti speciali, sobri e funzionali, accompagnano piuttosto che sovrastare l'intera opera, garantendo quella giusta dose di realismo necessario a mantenere alto il grado di suspense. ### Impatto Emotivo: Questa pellicola sa farsi amare proprio grazie alla capacità di penetrare sotto la corazza dell'indifferenza, stimolando interrogativi etici e morali sulla natura umana.
L'empatia instaurata fra publico e protagonisti emerge prepotentemente durante le scene crude e dirette, culmine di un disagio sociale sempre più tangibile.
In tal senso, "Io sono nessuno 2" rappresenta un tentativo encomiabile di squarciare il velo illusorio della normalità borghese, rivelandone le crepe e fragilità insite. ### Innovazione e Originalità: Naishuller osa, sovvertendo stereotipi e luoghi comuni del genere.
Lo fa attraverso una sceneggiatura robusta e stratificata, che concede ampio spazio ai dialoghi e al character development.
Non manca neanche un pizzico di ironia dissacratoria, veicolo ideale per alleggerire il carico drammatico accumulatosi lungo il tragitto.
Ciò che rende davvero unico questo film, però, è la fusione armonica di linguaggi differenti: basti pensare all'utilizzo sapiente di citazioni cinematografiche, disseminate qua e là come easter eggs per intenditori.
### Giudizio Finale: Un applauso convinto va tributato a tutti coloro che hanno permesso la realizzazione di "Io sono nessuno 2", film che si staglia fiero contro il panorama audiovisivo odierno, proponendosi quale novella fenice capace di rinnovarsi pur rimanendo fedele sé stessa. Consiglio vivamente la visione a chiunque sia alla ricerca di un intrattenimento intelligente e non convenzionale, capace di far breccia nel cuore e nella mente dello spettatore.
Perché, dopotutto, noi siamo tutti un po' come Hutch Mansell: individui invischiati in un groviglio di maschere e bugie, destinati a fare i conti con noi stessi prima o poi.
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