Recensione: Material Love

Recensione Recensione: Material Love - Locandina
Una giovane e ambiziosa combina-coppie di New York si ritrova a dover scegliere tra l’uomo ideale e il suo ex, tutt’altro che perfetto....

Il Film

Una giovane e ambiziosa combina-coppie di New York si ritrova a dover scegliere tra l’uomo ideale e il suo ex, tutt’altro che perfetto.

La sua semplicità diventa così sinonimo di purezza espressiva, restituendo alla settima arte quelle atmosfere malinconiche tipiche dell'epoca classica hollywoodiana. ### Narrativa e Regia La trama gira attorno alle disavventure amorose di Lucy (interpretata dalla talentuosa Dakota Johnson), matchmaker newyorkese costretta a confrontarsi con due candidati al proprio cuore: John (Chris Evans), l'uomo apparentemente perfetto sotto tutti i punti di vista, e Harry (Pedro Pascal), il suo precedente partner, ben più imperfetto ma autentico. Il tutto si sviluppa attraverso una narrazione lineare, scandita da flashback che aiutano lo spettatore a comprendere meglio le dinamiche relazionali e interiori dei vari personaggi. Laddove molti registi abbandonerebbero il terreno dell'analisi introspettiva per immergersi nell'action o nello slapstick comedy, Celine Song mantiene ferma la rotta, approfondendo la natura umana e i suoi tormenti grazie anche all'utilizzo di pause narrative, silenzi e primissimi piani. Le scelte registiche sono pertanto orientate a favorire la caratterizzazione psicologica dei protagonisti, incentivando la partecipazione emotiva dello spettatore tramite riprese statiche e meditate, accompagnate da un uso misurato della musica diegetica e non. Questa modalità narrativa, apparentemente dilatata, consente infatti di instaurare un legame viscerale fra audience e storia, permettendoci di immedesimarci fino in fondo nei turbamenti di Lucy e compagni. ### Interpretazioni e Cast Per quanto riguarda le prove attoriali, va segnalata innanzitutto la magistrale prestazione di Dakota Johnson, capace di incarnare la fragilità e la determinazione del proprio personaggio con estrema naturalezza. Al suo fianco, Chris Evans e Pedro Pascal offrono due visioni antitetiche dell'amore maschile, distinguendosi rispettivamente per pacatezza e irruenza, diplomazia ed impulsività. Da citare anche la prova corale delle attrici Zoë Winters, Marin Ireland, Louisa Jacobson e Dasha Nekrasova, interprete di ruoli secondari ma essenziali per l'economia drammaturgica del lungometraggio. ### Aspetti Tecnici Sul versante tecnico, vale la pena soffermarsi sulla splendida fotografia opera di Edu Grau, la quale conferisce a *Material Love* tonalità calde e avvolgenti, supportando adeguatamente sia le sequenze notturne newyorkesi che quelle domestiche. Notevole altresì il lavoro di montaggio affidato a Jennifer Vecchiarello, che dosa sapientemente momenti intensi e altri più contemplativi, garantendo un ritmo costante pur nell'apparente lentezza della narrazione. Infine, menzione d'obbligo per la soundtrack curata da Alex Somers, compositrice islandese che firma colonne sonore eteree e minimale, amplificate dall'ottimo mixaggio audio a opera di Craig Henighan. ### Impatto Emotivo L'elemento cardine di *Material Love*, però, rimangono le emozioni, veicolate attraverso i dialoghi mai banali né stereotipati, bensì maturi e sinceri, privi di facili moralismi o sdolcinature. Ciò che commuove e fa riflettere non è tanto ciò che viene detto, quanto il modo in cui vengono espresse certe sensazioni, celate dietro piccoli gesti o battute apparentemente innocue. Ecco perché questo film riesce a smuovere qualcosa dentro di noi: perché arriva dritto al cuore, bypassando le sovrastrutture raziocinanti che troppo spesso ci impediscono di lasciarci andare completamente alle nostre impressioni immediate. ### Innovazione e Originalità Nonostante alcuni topoi consolidati del romance movie, *Material Love* si rivela comunque un prodotto fresco e sorprendente, specie considerando l'attuale scenario produttivo americano. A differenza di altre produzioni mainstream, infatti, Celine Song opta per una messa in scena sobria e contenuta, prediligendo l'empatia alla morbosità, il dubbio all'ovvietà. Ne deriva un'opera intelligente e toccante, che nulla concede al voyeurismo fine a sé stesso, preferendo indagare le pieghe più recondite della mente e del sentimento umano. --- ### Giudizio Finale In definitiva, *Material Love* rappresenta un ottimo esempio di cinema intimista e genuino, capace di trasmettere intense emozioni senza dover necessariamente fare affidamento sugli artifici tipici di certa Hollywood contemporanea. Merito della brava regista coreana, che con mano salda dirige un gruppo di attori ispiratissimi, dipingendo sullo schermo figure femminili e maschili convincenti e credibili. Un film assolutamente consigliato a chi cerca qualcosa di diverso dal solito, a patto di mettersi in discussione e lasciarsi guidare dalle proprie sensibilità più vulnerabili.

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Domande frequenti su Recensione: Material Love

Dove posso vedere Recensione: Material Love?

La serie è disponibile su Netflix e Prime Video.

Quante stagioni ha Recensione: Material Love?

La serie ha 2 stagioni disponibili.